Santuario della Consolata

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Santuario della Consolata - Torino

DOCUMENTAZIONE FINALE DEI LAVORI DI RESTAURO ORGANO BIANCHI 1864 RISTRUTTURATO DA CARLO VEGEZZI-BOSSI NEL 1889

Descrizione tecnica:

L'organo in oggetto è uno strumento a trasmissione meccanica costruito da Camillo Guglielmo Bianchi nel 1864. Venne poi in seguito rinnovato da Carlo Vegezzi-Bossi con un intervento eseguito nel 1889 che aveva leggermente modificato nella fonica l'organo precedente , ma non aveva alterato la struttura tecnica. Tali varianti avevano riguardato essenzialmente alcune file di canne relative al G.O ed al Positivo soprattutto per quanto riguarda i registri violeggianti che in tal periodo stavano avanzando nella considerazione degli organari ed organisti. Nel 1963 è la volta dell'intervento della Ditta Piccinelli, che , se da un lato aveva ripristinato alcuni registri del Bianchi (eliminati dal Bossi), aveva poi introdotto alcuni elementi quali l'estensione della pedaliera a 27 tasti e l'inserimento del completamento al pedale del solo registro Basso d'Armonia 8' ad un totale di note 27. Anche le meccaniche di unione relative al pedale erano state estese a tale configurazione. Al momento del restauro la situazione dal punto di vista funzionale è quasi nulla dato che i somieri non garantiscono più la tenuta nei ventilabri ed i canali sono armai totalmente aperti da fori di scarica. La manticeria è quasi inesistente ; un solo mantice funzionante su nove. Le operazioni di smontaggio sono state eseguite con le necessarie precauzioni al fine di annotare le varie posizioni e le eventuali mancanze. In una prima fase abbiamo provveduto come richiesto dalla Committenza, al fine avviare la pratica di contributi alla CEI, allo smontaggio parziale della facciata e di alcuni registri del Grand'Organo (maggio 2000) ; nel frattempo il Santuario avviava la fase di restauro interno delle pitture per cui i lavori sono stati sospesi fino al mese di novembre dell'anno 2001, periodo in cui è stato portato a termine lo smontaggio completo dell'organo. Le parti, accuratamente imballate, sono state trasportate in laboratorio ove sono state oggetto degli interventi di restauro come di seguito descritto. Nel contempo è stata avviata la necessaria fase di catalogazione e studio degli elementi dello strumento con la necessità di individuare le parti originale da quelle inserite nel corso degli anni.